17 marzo 2007

La questione energetica è sempre stata appannaggio di politiche nazionali e grandi imprese. La forma che sta prendendo negli ultimi anni sotto la spinta di diversi cambiamenti – esaurimento risorse fossili, esigenza di indipendenza, liberalizzazione dei mercati – dà nuovo spazio ad attori locali siano essi le istituzioni pubbliche, le piccole imprese, gli organismi nonprofit. Si ci può chiedere se il ‘piccolo’ possa giocare un ruolo nella produzione e distribuzione dell’energia. La risposta passa attraverso una ridefinizione del ruolo di molti enti: sono in gioco le competenze ai vari livelli dell’amministrazione pubblica; le ex-municipalizzate potrebbero trovare nuovi sbocchi operativi; vi sono combinazioni tecnico-finanziarie nuove che potrebbero rendere alcune imprese competitive e altre destinate al fallimento; vi sono infine imprese sociali e movimenti di base alla ricerca di strumenti pratici con i quali realizzare le proprie profezie. 
In questo scenario si assiste alla proliferazione di progetti di sviluppo di fonti energetiche; ciò richiede una valutazione da diversi punti di vista: 
– sostenibilità ambientale 
– distribuzione sociale e territoriale dei costi e dei benefici 
– capacità delle istituzioni e dei gruppi locali di essere protagonisti. 
Le aree rurali e/o periferiche sono massicciamente investite da questi progetti (eolico, biomasse, impianti di produzione, dislivello acqua), ma potrebbero non avere le risorse intellettuali e politiche per valutare appieno la portata degli stessi. 
Banca Etica, i coordinamenti locali e in genere i gruppi impegnati sulle energie alternative sono interessati a capire l’evoluzione di questi progetti sia per sostenere i più promettenti e consoni ai propri ideali sia per frenare abusi sociali o nuove minacce all’ambiente. Per queste ragioni è stato pensato un convegno di studio. 


Il convegno mira a realizzare i seguenti obiettivi: 
– fare una mappa delle iniziative locali di valorizzazione energetica, con particolare attenzione al livello microterritoriale 
– portare conoscenze utili sulle strategie adottate da movimenti, imprese e istituzioni sulla questione energetica, con particolare attenzione alle reti locali. 


Metodo 
Si pensa di sfruttare le modalità di coinvolgimento e organizzative del convegno di Rovigo del febbraio 2006 Un’economia leggera per aree fragili, con cui questa iniziativa si pone in continuità, ossia: 
– contattare i coordinamenti locali di Banca Etica per verificare la presenza di progetti di valorizzazione energetica situati in aree periferiche dei propri territori. Anche referenti locali di altre organizzazioni saranno contattati per avere informazioni
– assistere dal punto di vista scientifico quei coordinamenti e quei referenti che segnalano progetti interessanti, verificarne la portata ed eventualmente proporli come esperienze da presentare al convegno. 
– ordinare la casistica secondo criteri ispirati alla distrettualizzazione dell’energia ossia presenza di attori locali pubblici, privati e noprofit, produzione-distribuzione in loco (filiere corte), integrazione fra fonti con particolare riguardo a quelle rinnovabili, dimensioni medio-piccole degli impianti, inserimento in piani energetici locali.