Agrivoltaico, la sintesi imperfetta

Agrivoltaico, la sintesi imperfetta

di Ivano Scotti e Giorgio Osti

Jack’s Solar Farm – Photo by Werner Slocum: NREL

Non si tratta ancora di una ricerca vera e propria ma di una esplorazione su un oggetto – l’agrivoltaico – che ha tutti i caratteri della sintesi perfetta, da lì il titolo vagamente ironico. Sarebbe cioè un processo win win, buono per l’agricoltura e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In realtà, vi sono molto elementi socio-tecnici da valutare. Ivano Scotti ha iniziato a indagare su un certo numero di richieste di autorizzazione impianto, soprattuto nel sud Italia; assieme con Giorgio Osti tengono in considerazione la tripla elica che si sta formando fra istituti agronomici universitari, imprese di installazione e di meccanica agraria, enti locali. Per ora i prodotti sono la partecipazione a convegno e seminari, in attesa di qualche fondo di ricerca e di ulteriori sviluppi della casistica

Link utili

https://www.agrivoltaics-conference.org/

Enea Agrivoltaico Sostenibile

Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile

Libera Agricoltura Sociale. Progetto di ricerca-intervento in memoria di don Giuseppe Mazzocco

Libera Agricoltura Sociale. Progetto di ricerca-intervento in memoria di don Giuseppe Mazzocco

Don Giuseppe Mazzocco ci ha lasciati improvvisamente il 23 giugno 2021 durante la sua missione a Beira in Mozambico. Egli era un instancabile animatore della società civile, un testimone affettuoso e timido della bontà umana, un difensore strenuo dei più deboli. La sua eredità spirituale e pratica è immensa. Va assolutamente valorizzata per le generazioni future e per quanti non l’hanno conosciuto. Questo progetto nasce come scrigno morale da cui attingere per iniziative concrete in campo ambientale, sociale e religioso.


Nuove idee per continuare il progetto: orti sociali e scambio di semi

Presupposti del convegno LAgriS 2024. La prima fase del progetto ‘Libera agricoltura sociale’ si è conclusa sostanzialmente con il termine dell’assegno di ricerca di Martina Lo Cascio, promosso dall’Università di Padova (Dip. Fisppa), grazie ad una serie di donazioni. Da quel progetto è emersa una ampia gamma di attori ed esperienze coinvolte in attività educative (fattorie didattiche, par la più parte) e attività di sostegno a persone in grave difficoltà, poche invero. La ragione di ciò sta nella complessità e delicatezza che necessita un servizio terapeutico svolto all’aperto in una struttura agricola. Comunque, esperienze ci sono, le abbiamo censite e contattate; dire ‘messe in rete’ è troppo per le fragili spalle del progetto. Un seme è stato piantato e il progetto continua, pur con risorse molto ridotte.

L’idea è di concentrare l’attenzione su orti sociali e semi antichi. Per altro gli orti furono l’attività promossa da don Giuseppe nella malandata periferia di Beira. Insomma siamo in linea con l’ispirazione del progetto. Di orti ne esistono parecchi in tutto il Polesine; hanno forme gestionali varie, sono sostanzialmente isolati l’uno dall’altro e non sappiamo nulla delle pratiche agronomiche. Ciò ci spinge a continuare il progetto in tre direzioni:

  • censire gli orti sociali, urbani, industriali, di vicinato, scolastici presenti nella provincia di Rovigo
  • Identificare gli stili di conduzione agronomica: semi, fertilizzanti, irrigazione, varietà ecc.
  • pensare un abbozzo di rete con appuntamento annuale nel quale scambiare idee, esperienze e semi.

L’ultimo punto potrebbe avvenire in occasione dell’anniversario della scomparsa di don Giuseppe, intorno al 23 giugno. Per il 2024 si potrebbe pensare a Costa di Rovigo, suo paese natale. Ma è una ipotesi. A quanto ci risulta nessuna iniziativa di scambio di semi è mai stata realizzata in provincia, mentre nelle aree contermini ve ne sono parecchie, anche se abbastanza precarie o legate a progetti a termine. In memoria di don Giuseppe si potrebbe iniziare anche a Rovigo e con fruitori deboli e isolati come sono gli orti sociali. In giro vi sono anche esperienze formative per gli orticoltori non professionali, ad esempio questa di Parco Baleno.



Concluso il primo corso Orti in rete

FICAROLO (Rovigo) – Si è concluso, mercoledì primo marzo 2023, il primo corso di “Orti in rete” per gli ospiti degli Istituti Polesani, progetto integrato socio-riabilitativo, di abilitazione e sviluppo delle competenze per l’occupabilità e l’inserimento lavorativo. Tale progetto è realizzato con la collaborazione di azienda Agricola Ecoflora di Calto e della sua titolare Giulia Baldelli, da tempo impegnata in progetti di agricoltura sociale


Il progetto ampiamente rappresentanto nel convegno ‘Agricoltura sociale e lavoro nelle aree rurali fragili

Seminario internazionale
Social Farming as a practical and symbolic mediator
A rural perspective
Registrazione qui Social Faming as a practical and symbolic mediator
18 novembre 2022
Orario di inizio 10:00
Palazzo di Sociologia – Via Verdi 26, Trento 

Un’area che rappresenta bene l’origine, gli interessi e gli ideali di don Giuseppe può essere, fra le altre, l’agricoltura sociale. In questa, infatti, si condensano le sue origini contadine, le sue azioni a favore degli orti urbani, l’attenzione alle aree rurali fragili, il fair trade, la sua sensibilità per la salute mentale. L’agricoltura sociale è un fenomeno praticato e riconosciuto in tutto il mondo. Risponde quindi anche alla vocazione all’universalità di don Giuseppe, il quale ha lavorato in tre continenti. Infine, l’agricoltura sociale, che non a caso si chiama anche green care, ha un insopprimibile lato ecologico, di cui don Giuseppe era genuinamente conscio; egli incarnava perfettamente l’Enciclica Laudato Sì, dato che aveva ben chiara la coniugazione fra difesa dell’ambiente e riscatto dalla povertà.

https://www.facebook.com/amicididongiuseppe/videos/115507044098524

Adesioni al comitato (25 ottobre 2021): Cooperativa Porto Alegre, Aitsam Rovigo, Aitsam Adria, Aree Fragili APS, Giuliano Mazzocco, Diocesi di Adria-Rovigo, Capolavia Azienda Agricola di Marchetto Andrea, Orticelli di Giulia-Adria, Associazione Portaverta, Emanuele Grigolato, IRSAP SpA, Associazione Down Dadi Polesine, Centro Documentazione Polesano, Gruppo Famiglie Parrocchia di Grignano, Comune di Rovigo (patrocinio), Gruppo Iniziativa Territoriale del Polesine di Banca Popolare Etica, Gruppo Famiglie aperte all’accoglienza, Comune di Adria (patrocinio) ..……

Il progetto per essere completato ha bisogno di ulteriori fondi, oltre ai 20.000 euro già raccolti. Servono altri 8.000 euro che contiamo di raccogliere attraverso donazioni e contributi pubblici. Sollecitiamo caldamente la generosità di quanti hanno a cuore la valorizzazione delle idee e pratiche di don Giuseppe.

Chi volesse fare una donazione può usare l’apposito IBAN della cooperativa Porto Alegre, partner del progetto; potrà usufruire della detrazione/deduzione fiscale prevista per le ONLUS e agevolerà una raccolta ordinata e trasparente dei fondi. Si usi esclusivamente il bonifico bancario, inserendo il proprio codice fiscale, indirizzato a:

IBAN: IT51M0501812101000017088238

Intestato a: Porto Alegre Cooperativa Sociale arl ONLUS

Causale: Erogazione Liberale per progetto Agricoltura Sociale don Giuseppe Mazzocco

Stato di avanzamento della raccolta: 26.336,60 € al 7 febbraio 2022


Volontari di fiume

Volontari di fiume

Primi risultati della ricerca sul volontariato fluviale che ha coinvolto oltre 300 gruppi e associazioni impegnate nella difesa e promozione dei fiumi. La prima presentazione pubblica si fa a Solidaria (19 settembre 2022, ore 15.00 c/o Fondazione Lanza, Padova), un’iniziativa del Centro Servizi Volontariato di Padova e Rovigo. Intanto potete scaricare un sunto della ricerca qui

La ricerca, illustrata sotto, si è arricchita di un convegno (1 dic. 2020) e di una mappa dei gruppi che operano sui fiumi con una logica ‘non profit’. La foto a fianco fa parte di un articolo del Guardian e riguarda volontari che pattugliano il delta del Po contro i ‘predoni del fiume’. A breve inizierà l’analisi delle risposte al questionario, cui è ancora possibile rispondere qui


Mappa dei gruppi di volontariato fluviale dell’Italia e di qualche paese estero (a cura di Eleonora Bordon)

Ricerca sul volontariato ambientale (e relativo convegno)

Volontari di fiume

E’ una ricerca sul volontariato ambientale e civile, che prende l’aggettivo di ‘fluviale’ sia come sintesi immaginifica sia perché si collega ad altra ricerca ‘fiumi e città’.

Vi è anche un significato laterale che indica un volontariato temporaneo, leggero, intermittente, senza appartenenze formali… 

Una raccolta di rifiuti svolta di tanto in tanto lanciata con un messaggio sui social media esemplifica questo tipo di volontariato. Universalità, gratitudine, gioco, valenze che si riscontrano anche nel volontariato di protezione civile, saranno le principali dimensioni della ricerca. 

Fonte foto: https://www.rete8.it/cronaca/243023/

Background: volontariato leggero in aree fragili

La ricerca ‘volontari di fiume’  è da iscrivere nell’arco temporale di ‘Padova capitale europea del volontariato 2020’ e ha lo scopo di portare in emersione e descrivere i tratti essenziali di forme di volontariato ‘leggero’ a favore di aree socialmente e ambientalmente ‘fragili’. Entrambi gli aggettivi, opportunamente virgolettati, necessitano una spiegazione.

Leggero non indica un modo superficiale e fugace di svolgere servizi gratuiti ma una modalità di interazione con l’ambiente e le persone lieve, impalpabile, attitudinale (predisposizione favorevole). Il volontariato leggero, tradotto in altri contesti come ‘episodico’ o ‘postmoderno’ (Ambrosini 2016), assume nell’ambito di intervento che si intende indagare – le aree fragili – un valore positivo perché indica interventi non invasivi, rispetto per le persone e la storia dei luoghi, riduzione degli impatti ambientali.

L’abbinamento fra leggero e fragile si lega ad una comunità di pratiche ‘aree fragili’ che da 15 anni studia e promuove uno sviluppo dolce per le aree rurali del nostro paese. Emblematici alcuni titoli ‘Un’economia leggera per aree fragili. Criteri per la sostenibilità ambientale del Nord Italia (Sviluppo Locale, vol. XI, n. 27, 2004-05) e Vivere da stranieri in aree fragili. L’immigrazione internazionale nei comuni rurali italiani (a cura di Osti e Ventura, Liguori, 2012). In conclusione, l’aggettivo leggero indica un particolare approccio relazionale alle forme di aiuto e servizio.

La ricerca riguarda azioni di volontariato in aree remote, rurali, periferiche od anche vicine a centri urbani, ma caratterizzate da forti squilibri sociali e ambientali. Il caso più macroscopico sono le guardie ecologiche volontarie, poco conosciute dall’opinione pubblica ma straordinariamente attive nelle aree verdi siano queste fiumi e canali, campi, boschi, parchi naturali, interstizi fra città e infrastrutture.

Vi è poi una forma di volontariato a favore di zone interne che si prodiga magari nei mesi estivi o durante le feste patronali per animare comunità contrassegnate da invecchiamento e spopolamento. Infine, appare lodevole il volontariato che unisce studio degli ecosistemi e loro protezione.

Chi ad esempio fa un censimento di animali selvatici è allo stesso tempo uno strenuo difensore degli ambienti naturali. A questo va aggiunto il fenomeno dei citizen science ossia di normali cittadini che si mettono a disposizione di autorità ambientali e sanitarie per monitorare i territori.

Carattere prevalente di queste forme di volontariato è la temporaneità, da intendersi come intervento puntuale, stagionale, emergenziale. Il volontariato di protezione civile rientra in questa ultima fattispecie.

Un carattere simile alla temporaneità è la progettualità, che indica l’espletamento di un servizio secondo uno specifico obiettivo, arco temporale, fonte di finanziamento. Si tratta alla fin fine di un volontariato ambientale a metà fra servizio sociale e culturale. Ha affinità con il volontariato di comunità, quello che si esercita in centri sociali, nel doposcuola gratuito, negli oratori delle parrocchie, nelle Pro Loco. E certo nelle statistiche è sottovalutato.

A volte non arriva neppure al riconoscimento pubblico, perché ha carattere di comitato o azione di advocacy civile solo temporaneamente costituita a fronte di una puntuale minaccia ambientale. Tutte queste esperienze ibride, spesso sottaciute o rubricate sotto altre classificazioni (es. protesta ambientale, Nimby etc.) meritano una attenzione e una ricerca specifiche al fine di coglierne originalità, motivazioni, modalità di aggregazione.

Dato che l’oggetto del convegno (volontariato ambientale) è vasto, disperso e poco studiato si pensa di usare due punti di attacco del fenomeno. Il primo è rappresentato dallo specifico caso del volontariato a favore dei corsi d’acqua, vero e proprio sistema sanguigno del territorio. Il loro monitoraggio può essere la spia di fenomeni più generali, relativi al modo con cui cittadini e stranieri si pongono di fronte al bene comune.

Inoltre, il carattere fluido e connettivo di fiumi e canali rende evidenti anche i problemi relazionali fra aree di diversa importanza (relazioni intergovernative). Quindi dal volontariato fluviale si può risalire a problemi generali e addirittura di carattere internazionale. Basti pensare a quanta letteratura vi è sui fiumi che attraversano diversi paesi. Non è il caso dell’Italia, ma certamente il punto di attacco del volontariato fluviale vale per i rapporti fra cittadinanza e autorità pubbliche. Il secondo punto di attacco è la provincia di Padova.

Contiene in se una varietà di strutture urbane e paesaggi fluviali tali da permette di esemplificare il volontariato ambientale in modo da ricavarne una tipologia-base estendibile a tutto il territorio nazionale, se non addirittura ad alcuni paesi europei. 


Coordinamento

Giorgio Osti

Eleonora Bordon

eleonora.bordon@unipd.it 

Finanziamento

Centro servizio per il volontariato di Padova

CSV PADOVA

Collaborazioni

Piovego Società Cooperativa Sociale, Aree Fragili APS 

Volontariato ambientale (Scienze Sociologiche, UniPd)

Convegno ‘Volontari di fiume’

Significati, organizzazione, motivazioni dell’impegno civile per l’ambiente

1 dicembre 2020 – Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FiSPPA), Università di Padova

Fiumi e città. Formazioni sociali, giochi di potere, progettazioni

Fiumi e città. Formazioni sociali, giochi di potere, progettazioni

Università di Padova, Dipartimento FiSPPA

Fiumi e città. Formazioni sociali, giochi di potere, progettazioni

Ricerca socio-politico-territoriale sui rapporti fra le città italiane e i loro corsi d’acqua

III° parte: i fiumi del Sud e della Sicilia


Il terzo volume città e fiumi del sud Italia  arriverà nel 2024


Fiume Imera, Caltanissetta (fonte: www.parchiletterari.com/contributi-scheda.php?ID=04901)

La ricerca

Per iniziare la ricerca al Sud abbiamo inserito una foto del fiume Imera, che compare in molte rappresentazioni di Caltanissetta. Suscita molti pensieri, non rimanda immediatamente alla città; ma questo pare un carattere ricorrente dell’urbano meridiano: il fiume è lontano, quasi sempre asciutto, a volte sotterraneo, altre volte pesantementemente infrastrutturato. Insomma molto da svelare del rapporto fiumi e città nel Sud Italia. La cifra dell’intera ricerca è quella dell’ambivalenza, meglio definita come un ‘amore a debita distanza’

Riassunto

Tema della ricerca: ambivalenze fra fiume e città. Questioni e prospettive: il rapporto città e fiumi è trascurato o superficiale da quando le funzioni commerciali e strumentali dei tratti urbani dei corsi d’acqua sono state dismesse. Problemi sanitari sono diminuiti, quelli ecologici si sono moltiplicati. Ma fiumi e canali urbani sono possibili vettori per nuove funzioni, pratiche sociali e simbolizzazioni. Obiettivo: far emergere e interpretare interessi, significati, relazioni e pratiche lungo corsi d’acqua urbani. 

Metodo: studio di comunità delle città italiane capoluogo di provincia a partire dal loro fiume e dai racconti di eco-volontari. 

Blocchi di letteratura: eco- o blue-gentrification; political ecology, integrata da metafora del gioco; costruzione sociale del piano e dei progetti (urban studies). 

Scansione della ricerca: 3 fasi:

1° anno (2021) analisi di 43 capoluoghi di provincia del nord Italia e dei rispettivi fiumi;

2° anno (2022) analisi delle città capoluogo della Liguria, centro Italia e Sardegna,

3° anno (2023) Sud e Sicilia. 

Dimensioni sociali del rapporto città/corsi d’acqua:

1) formazioni socio spaziali: consolidate forme spaziali e relazionali create dall’interazione su lunghi archi di tempo fra fiume e i suoi fruitori (quartieri atipici, zone industriali, aree del tempo libero, corridoi ecologici, sistemi idrici integrati …..);

2) giochi di potere: fiume come posta in gioco dell’arena politica locale e oltre; regimi urbano-fluviali; giochi fra interessi pubblici e privati, governance idrica, interazioni con la società civile, ruolo di attori esterni alla città;

3) piani e progetti: come è inserito il fiume nella pianificazione urbana e se oggetto di specifici progetti di riqualificazione, conversione, specializzazione (es. cambio destinazione d’uso di aree portuali degradate…..). 

Ipotesi:

progetti di riqualificazione del fiume nascono quando si forma una advocacy coalition ampia e variegata e quando questa si interessa delle questioni socio-idriche a monte, a valle e di lato (reti).


Tempi

La ricerca è partita nel maggio 2020. Pubblicato il primo volume. In fase di consegna i testi per le città del centro Italia. A aprile 2022 è partita la ricerca al Sud e in Sicilia con le stesse modalità della 1° e 2° fase (federalismo scientifico).

Federalismo scientifico

Per circa 20 città del centro Italia si è trovata una ricercatrice o studiosa che fa da referente per le informazioni e i contatti, sarà anche l’autrice del saggio che andrà in una  pubblicazione di Padova University Press (2022). 

L’obiettivo di fondo è creare in Italia una maggiore sensibilità agli aspetti socio-politico-territoriali su acqua e fiumi  

In fieri ……

Qui si raccolgono testimonianze, pareri, eroismi, stranezze, cronache, stati di avanzamento della ricerca….. (foto da wikipedia: il Piovego a porta Portello, nel centro di Padova)  

Coordinamento della ricerca: Giorgio Osti (g.osti@unipd.it)

Lista dei referenti per ciascuna città (1° fase – fiumi alto Adriatico)

Lista dei referenti per ciascuna città (2° fase), Liguria, Centro Italia, Sardegna

Lista dei referenti per ciascuna città (3° fase), Sud Italia e Sicilia

Aree Fragili APS ospita la pagina web

https://www.facebook.com/groups/879976588811981

Cambiamenti climatici: conoscere e solidarizzare con le aree fragili

Cambiamenti climatici: conoscere e solidarizzare con le aree fragili

Campo scuola e lavoro nelle Prealpi Giulie

 22-27 luglio 2019, Prato di Resia (UD)

Il ciclone Vaia del 29 e 30 ottobre 2018, che ha devastato le Alpi orientali, rappresenta un punto di non ritorno per le comunità locali. La sua manifestazione, soprattutto vento forte, prolungato e esteso, è inedita e richiede a enti di ricerca, istituzioni pubbliche e associazioni di modificare i propri orientamenti nelle politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. Urge affinare le conoscenze, migliorare i sistemi di prevenzione e allerta, mobilitare persone e gruppi. Il campo qui proposto con una formula tripartita – lavori di manutenzione, didattica in aula e contatti con le popolazioni locali – esemplifica uno stile di apprendimento e intervento ‘multipiano’.

Obiettivo: formare studenti universitari (e altri interessati) alla complessità dei cambiamenti climatici, al loro impatto socio-ambientale, al senso di solidarietà fra popolazioni. Metodo: lezioni frontali, lavori di manutenzione del territorio, incontri con associazioni e enti locali. Tutor: proff. Giorgio Osti (giorgio.osti@dispes.units.it) e Michele Pipan (pipan@units.it).

Sede del campo: Piazza del Tiglio, 3 – Fraz. Prato 33010 Resia (UD)

Programma

22 luglio

ore 15.00: Saluti del Sindaco di Resia, del Presidente del Parco Prealpi Giulie, del Rettore dell’Università di Trieste, del Presidente di Aree Fragili APS. Illustrazione di scopi e metodi del campo.

ore 16.00: Clima e ambiente. Introduzione di Maurizio Fermeglia, Università di Trieste; Geofisica per lo studio dei cambiamenti ambientali. Esperimenti sul campo, Michele Pipan, Università di Trieste

23 luglio

ore 8.00-12.00: escursione e lavoro nella valle con Associazione Vivistolvizza

ore 16.00: Boschi e cambiamenti climatici: siamo preparati? Davide Pettenella, Tesaf, Università di Padova

24 luglio

ore 8.00-12.00escursione e lavoro nella valle con Associazione Vivistolvizza

ore 16.00 Le economie locali, i servizi, la popolazione, il paesaggio, Giovanni Carrosio, Università di Trieste e Viviana Ferrario, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, IUAV

25 luglio

ore 8.00-12.00escursione e lavoro nella valle con Associazione Vivistolvizza

ore 16.00: Percezione, comunicazione e cultura del rischio ambientale, Giancarlo Sturloni, docente Sissa, Trieste

ore 20.00 Cena e serata folckloristica con Associazione Vivistolvizza

26 luglio

ore 8.00-12.00escursione e lavoro nella valle con Associazione Vivistolvizza

ore 16.00: Il governo del territorio, Alessandra Marin, Università di Trieste, Stefano Santi, Direttore del Parco Prealpi Giulie

ore 19.00 Assemblea ordinaria Aree Fragili APS

27 luglio

ore 9.30: manifestazione pubblica con i tutor (G. Osti, M. Pipan), Andrea Nardini (Botanico, UniTs) e i corsisti che relazionano, modera Giorgio Sulligoi, coordinatore Centro Ciamician-UniTs. Invitate la popolazione e le autorità locali. Partecipa anche la Fondazione Mach di Trento che sta avviando gruppi di ascolto sulla resilienza delle comunità locali ai disastri ambientali.

ore 13.00 Conclusione del campo

Destinatari: prioritariamente studenti di tutti i dipartimenti dell’Università di Trieste, poi di altre università e uditori fino ad un massimo di 20. L’iscrizione al campo costa 30,00 euro da versare su ccb IT64X0501802200000016735193 intestato a Aree Fragili APS, Banca Popolare Etica. A questi vanno aggiunti, sempre a carico del singolo studente circa, 180 euro, comprensivi di vitto per 5 giorni presso l’Albergo Alle Alpi di Prato di Resia e alloggio per 5 notti presso la Foresteria del Parco a Prato di Resia, cifra che egli/ella pagherà direttamente a dette strutture. La partecipazione al campo dà possibilità di ottenere crediti F.

Vi sono ancora posti per studenti universitari, per i quali si applicano le condizioni sopra esposte, e per uditori, per i quali la quota di iscrizione sarà di 100 euro per l’intero campo, versamento sullo stesso ccb. Per tutti, studenti e uditori, la partecipazione a singole lezioni è gratuita. Per tutti vitto e alloggio è regolato come sopra.

Chi volesse aggiungersi agli attuali iscritti al campo, mandi una email a Giorgio Osti e Michele Pipan (indirizzi email sopra)

Nota: per le uscite mattutine è necessario dotarsi di scarponcini, vestiti robusti, copricapo, guanti da lavoro, giacca per la pioggia

Lista uscite campo lavoro e serata conviviale

– Martedi’ 22 luglio – Escursione con manutenzione sul sentiero “Ta lipa pot” – Eventuale sosta alla “Casa resiana” ed incontro con Marco Favalli;

– Mercoledi’ 23 luglio – Rastrellamento fieno e costruzione di un covone in località “Dulcek”;

– Giovedi’ 24 luglio – Sistemazione e pittura casette in legno poste in località “Belvedere Roberto Buttolo”. Ore 20,00 cena presso il locale “La Vecchia Bottega” e a seguire serata folcloristica con musica e ballo resiano.

– Venerdi’ 25 luglio – Attività con il movimento “Io amo Resia con i fatti” – Sfalcio con macchine e raccolta fieno di un prato in località Lischiazze

.Organizzatore https://ciamician.dia.units.it 

in collaborazione con www.areefragili.it        www.parcoprealpigiulie.it        www.vivistolvizza.it

Mobilitazioni rurali: 4 fiumi lombardi sotto esame

Mobilitazioni rurali: 4 fiumi lombardi sotto esame

Questa ricerca (spiegazioni sotto) ha prodotto per ora una pubblicazione “Rivers as Catalysts for Environmental Mobilization: a Test in the Eastern Lombard Plain” (Giorgio Osti, 2022), ed è entrata in una fase di dormienza, pronta ad essere ripresa qualora emergessero aspetti pratici o teorici rilevanti. Ad esempio, l’arrivo del nuovo commissario nazionale alla siccità (maggio 2023) ha comportato lo stanziamento di “33,1 milioni messi a disposizione per la realizzazione di nuove opere di regolazione del lago d’Idro“, bacino che alimenta il fiume Chiese. Ciò rimetterebbe in movimento una contesa ambientale di antica data

I fiumi catalizzano la cura dell’ambiente in aree rurali?

Si cerca di dare una risposta a questa domanda esaminando le mobilitazioni pro-ambiente lungo 4 fiumi della pianura lombarda orientale: Oglio, Mella, Chiese e Mincio. L’ipotesi di lavoro è articolata; in generale si immagina che le comunità rurali siano meno reattive alle minacce ambientali; ciò potrebbe essere compensato dalla presenza di corsi d’acqua ad alto impatto simbolico che fungono da catalizzatori della protesta e della salvaguardia ambientale. Varianti di questa ipotesi riguardano fattori organizzativi e istituzionali: gli ambienti urbani suscitano mobilitazioni più strategiche; parchi naturali e contratti di fiume agevolano l’istituzionalizzazione della protesta. Vi sono poi fattori puntiformi, come reazioni a grandi opere che a volte coagulano una mobilitazione più generale. Infine, come mostra l’illustrazione a fianco (gare nautiche nell’antica piazza Navona): la ricreazione, la gastronomia, le pratiche sportive sull’acqua inducono attenzioni e atteggiamenti di cura. 

Gli oggetti della ricerca

Censimento e analisi delle azioni pro-ambiente nelle aree bagnate dai 4 fiumi da parte di gruppi spontanei, comitati, associazioni, fondazioni. Le aree sono nella pianura rurale, grosso modo sotto la vecchia SS ‘Padana superiore

La comparazione

Il disegno della ricerca è comparativo. Oglio, Mella, Chiese e Mincio hanno molti aspetti in comune; eventuali differenze nella mobilitazione ambientale fra le 4 comunità fluviali permetterà di verificare le ipotesi o trovarne di nuove

I parametri

I parametri della mobilitazione sono

a) presenza duratura di azioni e attori pro-ambiente, b) loro approccio multi-dimensionale al welfare locale, c) efficacia delle azioni, d) capacità di creare coesione sociale, e) altri….



organizzano

Eco-carovana del ChieseRisalita in bici per capire e gustare il fiume e i suoi abitanti4 – 8 giugno 2019, da Canneto sull’Oglio a Daone

LOCANDINA E PROGRAMMA

Iniziativa scientifica e promozionale che si svolge a tappe lungo il fiume Chiese dalla confluenza nell’Oglio fino alle sue sorgenti sull’Adamello. Si fa in bicicletta e prevede una tappa in provincia di Mantova, sette tappe in provincia di Brescia e due in provincia di Trento. Negli incontri – ciascuno con un tema prevalente – i ciclisti incontrano rappresentanti di enti locali, agenzie territoriali e associazioni. Gli incontri sono pubblici, aperti a tutti i cittadini residenti o meno nei comuni bagnati dal Chiese.

Gli scopi dell’eco-carovana sono due: 1) effettuare una ricerca integrata sugli assetti e squilibri socio-ambientali dei territori che insistono sull’asta del fiume; la metodologia è basata sulla ricerca-azione e l’ipotesi di lavoro consiste nel valutare l’articolazione di tre principi di gestione delle acque: sussidiarietà, integrazione monte-valle e solidarietà fra bacini. La pianificazione per bacino idrografico infatti potrebbe non essere sufficiente a garantire le plurime finalità del fiume Chiese, compresa quella ecologica. 2) svolgere una ampia opera di sensibilizzazione su scala regionale e nazionale sui problemi dei fiumi di media lunghezza che scorrono ai margini di rilevanti sistemi urbano-industriali-turistici. Su questi bacini si scaricano effetti secondari di bacini più forti (es. depuratori, spandimento liquami), mentre si mantengono tutte le pressioni tradizionali su corpi idrici (prese a uso idroelettrico, irriguo, attività turistico-ricreative…).

Ecocarovana del Chiese: 4-8 giugno 2019
Date, ora partenzaPercorso in biciclettaLuogo/ora incontroTema
Martedì 4, ore 9.30Canneto sull’Oglio (p. Matteotti) – AsolaAsola, Casetta della musica, ore 11.00Irrigazione e spandimenti
Martedì 4, ore 15.00Asola (p. XX Settembre) – Mezzane di Calvisano-MontichiariMontichiari, Cartiera, ore 18.00Acqua e salute
Mercoledì 5, ore 9.30Montichiari (p. Santa Maria) – BedizzoleBedizzole, Mulino Farine del Garda, ore 11.00Paesaggio e cultura
Mercoledì 5, ore 15.30Bedizzole-Prevalle-GavardoGavardo, Piazza San Bernardino, ore 18.30Depurazione delle acque
Giovedì 6, ore 9.30Gavardo (p. San Bernardino) – BargheBarghe, Ex-Centrale idroelettrica, ore 11.00Transizione energetica, sviluppo locale
Giovedì 6, ore 16.00Barghe-VestoneVestone, Museo del Lavoro, ore 17.30Acqua come forza-lavoro
Venerdì 7, ore 9.30Vestone (p. Garibaldi) – IdroIdro, La Mirtilla, ore 11.00Acqua e turismo
Venerdì 7, ore 16.00Idro – Ponte CaffaroPonte Caffaro, Borgo San Giacomo, ore 17.30Economia solidale liquida
Sabato 8, ore 9.30Ponte Caffaro (bar Al Ponte) – StoroStoro, Centro Polivalente Darzo, ore 10.00Giustizia idrica
Sabato 8, ore 13.00Storo-DaoneDaone, Località Limes, ore 16.00Usi ricreativi dell’acqua 

Patrocini gratuiti: Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Trento; Comunità Montana Valle Sabbia; Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po-ADBPO; Tavolo delle Associazioni che amano il Fiume Chiese e il suo Lago d’Idro; Università Statale di Brescia

Responsabili dell’evento: coordinatore Giorgio Osti, Università di Trieste e Presidente di Aree Fragili APS; contatti e comunicazione: Debora Ambrosi. Referenti per la ricerca socio-ambientale Valerio Corradi, LaRIS – Università Cattolica di Brescia, Fabio Carnelli, Politecnico di Milano, Natalia Magnani, Università di Trento, Giovanni Carrosio, Università di Trieste.

Assistenza tecnica e assicurativa durante i percorsi in bici a cura di FIAB Brescia
Iscrizioni anche a singole tappe sono possibili già da ora e vanno indirizzate a Debora Ambrosi oppure su  https://www.eventbrite.com/e/eco-carovana-del-chiese-risalita-in-bici-per-gustare-il-fiume-e-i-suoi-abitanti-tickets-61181956880

I punti di partenza e arrivo possono variare lievemente a causa del maltempo o altri contrattempi. In ultima istanza si può telefonare ai numeri 329 333 0657 o 347 2514030. Verranno fornite indicazioni sulle strutture dove pernottare. I costi di vitto e alloggio sono a carico dei singoli partecipanti; non è previsto alcun servizio di navetta per rientri ai punti di partenza

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